martedì 12 febbraio 2013

17 Windsor House


Troppo tempo è ormai passato dall’ultima mia sbrodolata, la quale altro non era che un melodrammatico piagnisteo malinconico di dubbio valore.
Tante sarebbero le cose da raccontare che ci vorrebbero almeno dieci post, bisogna quindi scegliere. E scelgo la cosa che più di tutti ha influito su di me in questi ultimi 9 mesi: 17 Windsor House, ormai casa mia.
Anna Magnani vi accoglierà in questo luogo a metà tra calda familiarità e miseria da bettola postbellica che ha una struttura che inneggia all’amore sociale: tutte le camere da letto danno infatti sul salotto che così diventa il centro gravitazionale attorno a cui ruotano le vite della popolazione windsoriana.
Il salotto altro non è che due divani separati da un tavolino in vetro (che non so come non si sia rotto in tutto sto tempo) di fronte a un televisore che tanto non funziona. Sotto di essi la britannicissima moquette e tutto attorno uno stuolo di stendini contenti reggiseni di varie dimensioni, perizomi, magliette con tette incorporate (ma sì, certo, non è per apparire più tettone, è per andare in palestra...), mie felpe e magliette e, naturalmente, (chi mi conosce lo ben sa) i miei immancabili calzetti bianchi del Rimini Living Sport.
Per il resto la casa non è che quattro stanze, una piccola cucina e un bagno geniale.  
Le peculiarità della casa sono due: il gelo incredibile nonostante i termosifoni siano appalla (per dire, ieri sera vedevo il mio respiro) e il water. Il water è soprannominato “Waterfall” per la sua caratteristica perdita costante d’acqua che ti costringe ad aprire la cassetta e a sistemare il galleggiante ogni volta che tiri lo sciacquone. Comodo.
Ma la vera chicca del water è la sua capacità di intasarsi: son nove mesi che non cago più in tranquillità, la paura è tanta, la speranza è flebile e defechi pregando che no, non si intasi anche questa volta, lo stronzo.
Ma sto divagando, in realtà questo post volevo dedicarlo alle persone che veramente amo e che rendono la mia vita londinese estremamente piacevole: gli attuali ed ex inquilini della casa. O sarebbe meglio dire inquiline, visto che a parte me sono anni che in questa reggia vivono solo affascinanti signorine. Eccole:

Crispina Pina: ricciola nerboruta, questa sarda, che per anzianità è la "The President" della casa, ha la carica di diecimila megatoni. Inarrestabile, costantemente fuori dall'ordinario, può rendere ogni istante un momento indimenticabile. Se parte una canzone natalizia non riesce a star ferma, le piace schiacciare alto e chiamarmi Ale. Sta addobbando Windsor House con mobilia raccattata in giro (ultimamente ha portato una sedia a dondolo in legno e un impianto stereo funzionante), lavora come bagarina ed è un segugio del denaro: trova almeno 5 sterline a settimana. Ha una passione sfrenata per l'ukulele, per la bicicletta e per la piadina. Prima di decidere di andare a una festa va su facebook a scandagliare tutte le potenziali prede e beve più di un irlandese (Bella LE).
Ah, ovviamente è follemente innamorata di me.

Danai Lama: nerd greca dall'accento estremamente poshy, fa una miriade di lavori, tutti con lo stesso salario: è regista, assistente alla regia, alla fotografia, sceneggiatrice, disegnatrice, animazionista e, nonostante non riesca a correre per più di 5 minuti, runner. Adora le arti marziali, gli horror demenzialmente assurdi e la piadina. La sua pasta è rigorosamente al dente e non sbaglia mai un cookie. Senza il suo Vaio potrebbe suicidarsi, vive in un guscio alieno che all'apparenza sembra un accappatoio ma che è credo una corazza antinucleare. Vorrebbe essere la nuova Tsukamoto e devo dire che con l'ultimo corto che ha girato il mal di testa provocatomi era molto simile a quello che causa il grande regista nipponico. Innamorata delle Boris Bikes e del Gerkin oltre che, ovviamente e follemente, di me.

Kiri Piri: questa simpatica australiana, col sorriso sempre stampato, da agosto è purtroppo ormai un'ex coinquilina. Adora viaggiare (colleziona capitali come fossero figurine), i parties, la vegemite (oddio, vi auguro di non assaggiarla mai) e il garlic bread. Non può vivere senza la sua rossa borraccia d'acqua, ha riempito la casa delle più inutili cianfrusaglie (ancora adesso continuano a saltarne fuori di nuove) e terrorizza il suo auditorio con le terribili descrizioni del Drop Bear. Ha una battuta costante ("you're so meeeeaaannn"), adora la piadina e beve come un australiano.
E' ovviamente follemente innamorata di me.

Lorna Mavradolf: cipriota, Lornita è all'apparenza una ragazza tranquilla e solare, che ama la bella vita, mangiar bene e fumarsi il suo bel cannone in totale relax. Ma questa è solo l'apparenza. In realtà è una sadica e violenta torturatrice, in cucina è una dittatrice assoluta (da qui il soprannome Mavradolf), nelle gerarchie della casa già dal primo giorno aveva scavalcato me e Danai, raggiungendo in un paio di settimane lo stesso potere della Pina. Scultrice, lavora soprattutto col bronzo, col legno e con una specie di carta igienica a suo dire costosissima. Ha una macchina fotografica che un giorno le ruberò. Se non solo non sto morendo di fame ma addirittura sto mettendo su qualche chilo il merito è soprattutto suo. Anche se non lo vuole ammettere ha creato la pagina facebook del suo milloues e ha un sito internet di una bellezza disacerbante. Appassionata di vinili, cappelli e di piadina, ha in camera un altare dedicato a buddha.
Ovviamente mi ama alla follia.

Parola del giorno: Love - Amore

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