Troppo
tempo è ormai passato dall’ultima mia sbrodolata, la quale
altro non era che un melodrammatico piagnisteo malinconico di dubbio valore.
Tante
sarebbero le cose da raccontare che ci vorrebbero almeno dieci post, bisogna
quindi scegliere. E scelgo la cosa che più di tutti ha influito su di me in
questi ultimi 9 mesi: 17 Windsor House, ormai casa mia.
Anna
Magnani vi accoglierà in questo luogo a metà tra calda familiarità e miseria da
bettola postbellica che ha una struttura che inneggia all’amore sociale: tutte
le camere da letto danno infatti sul salotto che così diventa il centro
gravitazionale attorno a cui ruotano le vite della popolazione windsoriana.
Il
salotto altro non è che due divani separati da un tavolino
in vetro (che non so come non si sia rotto in tutto sto tempo) di fronte a un
televisore che tanto non funziona. Sotto di essi la britannicissima moquette e
tutto attorno uno stuolo di stendini contenti reggiseni di varie dimensioni,
perizomi, magliette con tette incorporate (ma sì, certo, non è
per apparire più tettone, è per andare in palestra...),
mie felpe e magliette e, naturalmente, (chi mi conosce lo ben sa) i miei
immancabili calzetti bianchi del Rimini Living Sport.
Per il
resto la casa non è che quattro stanze, una piccola
cucina e un bagno geniale.
Le
peculiarità della casa sono due: il gelo incredibile nonostante i termosifoni siano
appalla (per dire, ieri sera vedevo il mio respiro) e il water. Il water è soprannominato “Waterfall” per la sua caratteristica perdita
costante d’acqua che ti costringe ad aprire la cassetta e a
sistemare il galleggiante ogni volta che tiri lo sciacquone. Comodo.
Ma la
vera chicca del water è la sua capacità di intasarsi: son
nove mesi che non cago più in tranquillità, la paura è tanta,
la speranza è flebile e defechi pregando che no, non si
intasi anche questa volta, lo stronzo.
Ma sto
divagando, in realtà questo post volevo dedicarlo alle persone che veramente
amo e che rendono la mia vita londinese estremamente piacevole: gli attuali ed
ex inquilini della casa. O sarebbe meglio dire inquiline, visto che a parte me
sono anni che in questa reggia vivono solo affascinanti signorine. Eccole:
Crispina Pina:
ricciola nerboruta, questa sarda, che per anzianità è la
"The President" della casa, ha la carica di diecimila megatoni.
Inarrestabile, costantemente fuori dall'ordinario, può rendere ogni istante un
momento indimenticabile. Se parte una canzone natalizia non riesce a star ferma,
le piace schiacciare alto e chiamarmi Ale. Sta addobbando Windsor House con
mobilia raccattata in giro (ultimamente ha portato una sedia a dondolo in legno
e un impianto stereo funzionante), lavora come bagarina ed è
un segugio del denaro: trova almeno 5 sterline a settimana. Ha una passione sfrenata
per l'ukulele, per la bicicletta e per la piadina. Prima di decidere di andare
a una festa va su facebook a scandagliare tutte le potenziali prede e beve più
di un irlandese (Bella LE).
Ah,
ovviamente è follemente innamorata di me.
Danai Lama:
nerd greca dall'accento estremamente poshy, fa una miriade di lavori, tutti con
lo stesso salario: è regista, assistente alla regia, alla
fotografia, sceneggiatrice, disegnatrice, animazionista e, nonostante non
riesca a correre per più di 5 minuti, runner. Adora le arti marziali, gli
horror demenzialmente assurdi e la piadina. La sua pasta è
rigorosamente al dente e non sbaglia mai un cookie. Senza il suo Vaio potrebbe
suicidarsi, vive in un guscio alieno che all'apparenza sembra un accappatoio ma
che è credo una corazza antinucleare. Vorrebbe essere la
nuova Tsukamoto e devo dire che con l'ultimo corto che ha girato il mal di
testa provocatomi era molto simile a quello che causa il grande regista
nipponico. Innamorata delle Boris Bikes e del Gerkin oltre che, ovviamente e
follemente, di me.
Kiri
Piri: questa simpatica australiana, col sorriso sempre stampato, da agosto è purtroppo ormai un'ex coinquilina. Adora viaggiare
(colleziona capitali come fossero figurine), i parties, la vegemite (oddio, vi
auguro di non assaggiarla mai) e il garlic bread. Non può vivere senza la sua
rossa borraccia d'acqua, ha riempito la casa delle più inutili cianfrusaglie
(ancora adesso continuano a saltarne fuori di nuove) e terrorizza il suo auditorio
con le terribili descrizioni del Drop Bear. Ha una battuta costante
("you're so meeeeaaannn"), adora la piadina e beve come un
australiano.
E'
ovviamente follemente innamorata di me.
Lorna
Mavradolf: cipriota, Lornita è all'apparenza una ragazza
tranquilla e solare, che ama la bella vita, mangiar bene e fumarsi il suo bel
cannone in totale relax. Ma questa è solo l'apparenza. In
realtà è una sadica e violenta torturatrice, in cucina è una dittatrice assoluta (da qui il soprannome Mavradolf),
nelle gerarchie della casa già dal primo giorno aveva scavalcato me e Danai,
raggiungendo in un paio di settimane lo stesso potere della Pina. Scultrice,
lavora soprattutto col bronzo, col legno e con una specie di carta igienica a
suo dire costosissima. Ha una macchina fotografica che un giorno le ruberò. Se
non solo non sto morendo di fame ma addirittura sto mettendo su qualche chilo
il merito è soprattutto suo. Anche se non lo vuole
ammettere ha creato la pagina facebook del suo milloues e ha un sito internet
di una bellezza disacerbante. Appassionata di vinili, cappelli e di piadina, ha
in camera un altare dedicato a buddha.
Ovviamente
mi ama alla follia.
Parola del giorno: Love - Amore
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