martedì 27 dicembre 2011

Merry crisis and a happy new fear

Casa dolce casa, recita il detto.
Il ritorno a Rimini è stato veramente emozionante, cominciando proprio dall'entrata in casa. Ho fatto una sorpresa a tutta la famiglia perché avevo detto loro che sarei tornato nel pomeriggio e invece mi sono presentato all'ora di pranzo, mentre tutti erano a tavola a mangiarsi i passatelli. Diodiddio, mi ero dimenticato che a casa i passatelli non sono un evento, si mangiano in un qualsiasi giorno invernale. Il saluto della nonna è stato unico, mi ha abbracciato, stritolandomi gli occhiali, al che le dico: "Nonna, così mi rompi gli occhiali" e lei: "È lo stesso, è lo stesso", stringendomi ancora più forte. Quel solo abbraccio ha colmato la carenza di affetto degli ultimi due mesi.
Rivedere gli amici è stato altrettanto coinvolgente, ho per fortuna beccato quasi tutti e ne sono contento felpae. Mi dispiace di non aver visto alcuni di voi ma amen, sarà per la prossima.
Le strafogate di cibo credo che mi abbiano ridato tutti i tre chili che ho perso in questi mesi, probabilmente con gli interessi. Dio, quanto stracazzo son buoni i cappelletti, il torrone e l'espresso del bar.
L'aria familiare è ciò che mi mancava, cose come la cassiera della Coop che ti chiede come sta andando in Inghilterra o entrare al Bar Alba e venire accolti come fossi stato via due anni è qualcosa che a Londra non avrò mai. Il vedere come tutto sia uguale, fermo, immobile, per uno che torna dopo tanto tempo non è noioso o deprimente (come ho sempre pensato fino a prima di partire) ma è una specie di certezza nella vita, è la sicurezza che le cose sono così ed è bello che così siano. Sono ben conscio che dopo due settimane riminesi tornerei comunque a non sfangare questa fissità.
In questi tre giorni ho potuto notare differenze tra Londra e Rimini che non avevo notato prima: a Rimini ci sono molti meno pedoni per strada, il borgo è preso d'assalto dalle biciclette, la concentrazione di vecchi in giro è spaventosamente più elevata, il cielo è dannatamente limpido, gli acquazzoni sono furibondi, son pochi gli ubriaconi e tantissimi i fumatori.
Tra le differenze personali che ho registrato, invece, la forma fisica decisamente precaria testata (finalmente) in una partita di calcetto, la strana sensazione all'entrata della mia camera da letto che non ricordavo così bella e così piena di libri e, soprattutto, le enormi difficoltà che ho incontrato riprendendo in mano la chitarra: ho veramente disimparato tutto.
Le reazioni di tutti voi, nel vedermi, sono state di due tipi: "Madonna come sei dimagrito... ma non mangi?" e "Diobò che capelli lunghi... tagliateli che fai schifo". Andatevenaffanculo.
Saluto gli assidui lettori del blog che a quanto pare sono interessatissimi alle mie vicende (alla fine siete dei miserabili pettegoli annoiati) e chiudo con una piccola considerazione: sono arrivato a Rimini dicendo che sarei tornato a casa alla fine del corso ma dopo 72 ore ho ricominciato a pensare che potrei trovarmi un lavoretto e restare a Londra un altro po'. Anche per un daltonico l'erba del vicino è sempre più verde.

Parola del giorno: love - amore

1 commento:

  1. con quella felpa arancione sei maledettamente british...sei bellissimo

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