giovedì 1 dicembre 2011

This is life. Sometimes.

Giornate convulse, le ultime.
Il primo pensiero va ovviamente ai tre disgraziati che negli ultimi otto giorni si sono laureati. I migliori studiosi... ehm... scusate, fancazzisti, che mi abbiano mai accompagnato.
Se ripenso a un anno di biblioteca a quattro che mai più ritornerà mi scende una lacrimuccia. Credo che dovremmo iscriverci a qualche Villaggio Vacanze e piantare una tenda nel prato delle margherite di fianco alla biblio di Misano, quello del picnic. Nostalgia maledetta.
Ma non è tutto qui.
Lo scorso weekend ho avuto i primi due ospiti, arrivati in macchina direttamente da Bruxelles: il merdoso emiliano e il ragazzo bellizzimo. Classico weekend riposante (abbiamo, assieme alla bella Krista, fatto pure una toccatina a Cambridge dove Cioffa ha vestito i panni di Caronte) anche e soprattutto per via delle condizioni in cui abbiamo "dormito": in due in un lettino e uno per terra. Ah, completo il quadro dicendo che il bel sudtirolese ha aperto la finestra nel cuore della notte, congelandoci e ammalandoci. Ottima mossa.
A proposito della stanza: OGGI NE HO UNA NUOVA. Sempre nella stessa casa, ho preso il posto dei due mex che se ne sono partiti proprio ieri notte. Quindi adesso ho un lettone e, soprattutto, un tavolo. Dio, quanto cazzo è importante il tavolino in camera.
Last but not least, ieri, mentre ero al British Museum nella sezione "Arte dell'antica India, forse del Nepal", intento a guardare lo stratosferico culo di una statua, i miei occhiali sono inspiegabilmente esplosi. Negli ultimi giorni erano un po' traballanti e la stanghetta di destra era evidentemente rotta ma così, a tradimento, la sinistra ha deciso di staccarsi dalla montatura frontale... ciao ciao occhiali. Tutto ciò dovrebbe portare la firma di TRK, so che è lui il colpevole ma non ho le stramaledette prove.
Oggi da un ottico vedo se si possono schiaffare le lenti in un'altra montatura, nel frattempo vado di contact lenses la cui applicazione, come alcuni di voi già sanno, non mi ha mai impegnato per meno di mezz'ora.
Per il resto tutto ok, il listening migliora (anche se ho ancora problemi coi madrelingua), la cucina migliora (ora ho quattro portate goshtose in repertorio: amatriciana, uovo fritto, caprese e l'immancabile tonno&fagioli) e ieri sera Zaida è tornata dal lavoro con un'impagabile vaschetta di gelato al cioccolato, la cosa più buona del mondo (dopo quello alla stracciatella, ovviamente).
Stay (hot) tuna.

Parola del giorno: raspberries - lamponi

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