mercoledì 9 novembre 2011

Home sweet&bloody home

La casa inizia finalmente ad ingranare.
In questi giorni ho colonizzato il tavolo della cucina, visto che non solo non ne ho uno in camera ma non ho nemmeno lo spazio materiale per ficcarcelo. Così facendo sono obbligato a frequentare le persone della casa, anzi, direi che sono loro ad essere obbligate a frequentarmi, visto che con la mia spudorata favella non le lascio libere un momento.
In realtà sto scherzando, ho trovato molta disponibilità al dialogo, forse quello che mancava era solo la scintilla iniziale che alla Prometeo ho gentilmente offerto alla comunità.
Insomma, ho finalmente iniziato a conoscere i miei coinquilini, eccoli nel dettaglio:
Nurcan (si legge "Norgia") è una turca di Istanbul che ha sempre parlato ma senza mai dire nulla di personale. È evidentemente timidissima e l'unica volta che ha detto qualcosa di rilevante sulla sua vita è stato ieri sera quando le ho importunamente chiesto della sua storia d'amore con Luciano.
Luciano è suo marito, un chiacchierone brasiliano di San Paolo col perenne sorriso. È la vera, trascinante, anima della casa.
Poi viene Indra, una ragazza del Trinidad&Tobago che frequenta l'università e che va matta per il cous-cous. Mi sembra un po' strana, però ancora non ho avuto modo di approfondire, vi dirò nelle seguenti puntate.
Le persone a me più affini sono due ragazze, Zaida e Laura. Zaida è una venticinquenne di Madrid, un ingegnere elettronico che si sta facendo il culo da Starbucks per migliorare il suo inglese. Tipa tosta e simpatica. L'altra è Laura, una ragazza di Sassari che sogna di diventare giornalista e che da buona italiana vive di espedienti. Sta spammando l'intera Londra col suo CV. Sarà che tra noi due è più facile comunicare e/o sarà che abbiamo parecchie cose in comune, ma è la persona con cui mi sono aperto di più.
Tutto qui.
In realtà non è tutto qui, ci sarebbero altre due persone ma sono come i fantasmi o la Madonna: sporadiche e velocissime apparizioni, tra l'altro senza audio.
Conosco i loro nomi solo perché sono scritti nel turno delle pulizie appeso in cucina. Sono due messicani all'aspetto molto giovani (massimo 23 anni), lui si chiama Orlando e lei Cristy. Di loro non so nient'altro, a parte che chiavano come dei ricci.
In conclusione, date le premesse non pensavo ci volesse così poco tempo a creare una casa di amici oltre che coinquilini. La cosa sembra essersi messa nel verso giusto.
Molto bene.

Parola del giorno: cohabitation - convivenza

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