Quando sono in giro inizio a non fare più caso alle strambezze che mi circondano a parte in circostanze estreme, ad esempio un paio di giorni fa un pazzo è entrato in metro con dei pantaloni neri a zampa decorati con dei ghirigori gialli. L'ho notato, eccome se l'ho notato. Questo significa che non guardo più Londra con gli occhi di un riminese ma mi sto integrando in questa caotica metropoli.
La città è veramente strana. Prima di arrivare ho sempre pensato che lo stereotipo del rampante manager in carriera fosse più una caricatura che qualcosa di reale. Vivendo a Rimini ho sempre creduto che la società che corre costantemente senza fermarsi un attimo fosse solo un'esagerazione.
Invece esiste.
Molto semplicemente, lo si vede nei supermercati che sono per metà occupati da corsie frigorifero stracolme di cibi surgelati, precotti, panini già pronti, addirittura FRUTTA GIÀ TAGLIATA. Non c'è tempo per cucinare, non c'è tempo per nulla.
Non c'è tempo per camminare normalmente, qua si corre per strada o, soprattutto, nei corridoi della metro.
Quelle immagini molto anni '80 di giovani sciacalli di Wall Street non sono solo puro cinema, sono tuttora realtà.
Alla stessa maniera, puoi trovare l'esatto opposto, ossia neo-hippie che protestano contro il capitalismo, accampandosi davanti alla cattedrale di St.Paul. Mi aspettavo di vedere quattro tende, invece sono veramente tanti ed è come fare un salto nei sixties, durante le proteste anti-Vietnam.
Quando ci sono stato le campane della cattedrale suonavano in continuazione, per protestare contro i protestanti. La polemica è molto accesa, soprattutto dopo che qualcuno, non si sa chi, ha defecato proprio nella navata centrale.
Ma c'è veramente un calderone di persone, in queste tre settimane ho conosciuto dj, musicisti, una pittrice, una ragazza che legge le notizie al tg e millemila persone che svolgono mestieri normali ma che sono completamente diverse tra loro.
La cosa che mi sconvolge di più è che comincio a non stupirmi più di tutta questa diversità, iniziano a sembrarmi normali persone che solo dieci giorni fa avrei definito come incredibili.
Per il resto tutto ok, sto diventando un mago dei fornelli e in una settimana ho fatto fuori un barattolone di Nutella. Cresce la lista di locali veramente fighi che sto trovando, l'ultimo dei quali, il "Village Underground", l'ho visitato martedì scorso per il concerto dei "The Correspondents", un duo in formazione hip hop (dj e rapper) che fa una musica che fonde vari generi, il cui cantante è un vero e proprio showman.
Avanti così e... bye bye Silvio.
Parola del giorno: city boy - fighetto in carriera pronto a sfruttare persino sua madre, se gli dovesse servire
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