lunedì 12 dicembre 2011

Dove c'è Balconi, c'è carew

Il cibo nel corso dei millenni si è trasformato da pura necessità a piacere personale. Un'arte più che un bisogno. Possiamo con serenità dire che la cucina tradizionale è uno dei tratti distintivi di una cultura.
E allora facciamolo questo viaggio culinario-culturale che voi, per la maggior parte rurali ignoranti romagnoli, ne abbisognate.
L'english breakfast è qualcosa di tanto goshtoso quanto pesante. È la cosa che devi fare se vuoi passare la mattinata in stato catatonico ed arrivare comunque a pranzo con una fame assurda contrastata soltanto da un'innaturale e spaventosamente dolorosa acidità di stomaco.
In una vera colazione inglese sono cinque gli elementi che non possono mancare: uova fritte, pancetta, fagioli, pane tostato e burro. In Inghilterra, come in tutto il centro-nord europa, il burro spacca sul serio.
Da bere? Un succo (ce n'è una varietà impressionante) o una brodaglia marrone scuro che questi stronzi osano chiamare caffè.
Tipicamente inglese è pure l'afternoon-tea. Che qua non è il tè delle cinque come tutti gli italiani pensano, infatti l'orario del Tea (da prendere obbligatoriamente in una tea-room) va dalle 2pm alle 5pm. Tuttavia, quando si fa questo tipico break, generalmente si intendono le 4pm, quindi, cari miei, dovremmo correggere l'espressione italiana in "Tè delle quattro".
In ogni caso, un vero inglese non concepisce il tea come qualcosa di meramente pomeridiano, alla domanda "Qual è l'orario migliore per bere il tea?" un vero inglese ha una e una sola risposta: "Anytime".
Per cena i piatti che alla fine la fanno da padrona nei costumi britannici sono tre: burgers (fatti in milioni di modi differenti), pie, ossia "pasticci" di purè di patate e ripieno di carne (anche qui le varianti sono tantissime) e, infine, fish&chips. Tutte le altre portate tipiche (sì, ce ne sono altre e pure buone) sono secondarie rispetto a queste leggerissime tre.
Ho saltato il pranzo, mi direte.
Beh, non me lo sono dimenticato, l'ho lasciato per ultimo perché merita una menzione speciale.
Il tratto distintivo di un pranzo londinese non è il cosa si mangia ma il come si mangia. Generalmente lo si consuma correndo su un marciapiede. Per permetterne l'ottimizzazione, ci sono una serie di locali e catene che agevolano le operazioni di approvvigionamento. Take away ad ogni angolo, catene come "Eat" e "Pret-a-manger" e addirittura supermercati che hanno la sezione self-service dove tu ti prepari la tua bella ciotola di cibi cotti.
Insomma, un modo come un altro per mangiare male e perdere la forma.
Per cena i migliori posti dove puoi mangiare piatti tipicamente inglesi sono i pub e i gastro-pub (ristorantini che comunque mantengono il bancone da pub). Occhio però, ricordatevi di diffidare da quelli in centro, soprattutto a Soho, Covent Garden e Piccadilly Circus. Infatti la stragrande maggioranza di pub in queste zone sono catene. Possono avere nomi differenti ma sono catene. Li si riconosce dal menù, generalmente di un prestampato plastificato con logo da sborone. In questi posti è sconsigliatissimo mangiare visto che i cibi che ti danno sono tutti surgelati preconfezionati che vengono solamente scaldati.
La figata di Londra è che trovi cucine di tutto il mondo. Dal ristorante vietnamita al caraibico passando per l'argentino e il turco. L'africa sub-sahariana sembra essere l'unica poco rappresentata.
Grazie a questa eterogeneità puoi scoprire abitudini incredibilmente differenti. Ad esempio, mentre gli italiani mangiano lo yogurt a colazione o a merenda, gli spagnoli se lo sparano dopocena, come dessert, mentre i turchi lo mettono sopra la carne e, udite udite, sopra la pasta (l'ho assaggiata, è immangiabile).
Se ci sono così tante cucine è indispensabile che i supermercati offrano cibi da tutto il mondo. Ci sono quindi intere corsie dedicate a cibi etnici dove puoi trovare veramente di tutto. La qualità, però, non sempre è delle migliori. La roba è un pelo tarocca, soprattutto per noi italiani che alla fin fine siamo abituati a un cibo genuino e bbbono.
Per farvi capire: una marca "italiana" tanto conosciuta in Inghilterra quanto sconosciuta, se non inesistente, in Italia è la "Napolina" che offre pasta, pelati, sughi pronti e tutto ciò che serve per una "vera" cucina italiana. Questa marca è superata solo dalla "Bertolli", conosciuta anche in Italia, la cui selezione di sughi pronti occupa generalmente una corsia intera, e, soprattutto, dalla succulenta "Balconi".
Tante cose, però, le trovi solo con la marca del supermercato. Come la passata "Sainsbury" (Sainsbury è tipo la Coop in Romagna) che a volte si trasforma in passata con aglio e cipolla, in modo da evitare la saltatura in padella (bleah!), e in miriadi di sughi. Tra le particolarità, Sainsbury offre un proprio mascarpone (il formaggio, non il dessert). L'unica cosa griffata Sainsbury che regala vere soddisfazioni è la mozzarella che è di gran lunga migliore di quelle Coop in Italia.
Due i tasti dolenti: il primo è dato dai prodotti della terra che non hanno un cazzo di sapore. Vedi pomodori rossissimi che quando li mordi sanno di etere. Il secondo è dato dal vino. Sbocchevole, costoso e tarocco all'ennesima potenza (ad esempio: "Canti, il vero vino toscano!" al posto di "Chianti"). Personalmente ho assaggiato un lambrusco bianco frizzante Sainsbury dal gusto dolcissimo che era peggio del vinaccio che abbiamo preso al Jamboree quest'estate.
Concludo la sbrodolata dicendo che alla fine il cibo di casa mi manca ma anche che qua mi sono sempre trovato bene e sono poche le cose veramente cattive che ho mangiato. A parte una parentesi iniziale di soli panini e burgers, me la son sempre cavata. Son dimagrito, sì, ma solo perché spesso non ho voglia di cucinare. Insomma, il tonno&fagioli è sempre dietro l'angolo.
Buon appetito!

Parola del giorno: hunger - fame

6 commenti:

  1. 4pm ora del tea, ma in italia diventa ore 17 grazie al fuso orario, quindi tutto torna caro pivi!

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  2. mariottide (tanto so che sei teddy, sei l'unica a conciliare amauri con pivi e a cagare il cazzo su queste inezie), in italia dovremmo berlo comunque alle 4, non è che ti svegli col fuso italiano e fai merenda con quello inglese

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  3. no no, caro pivi, ti scordi del buon kiodo. sono io amauri. 4pm e 17 coincidono perfettamente, ed è giusto che questa tradizione continui. a proposito, te lo bevi il te(ddy)? lo bevi con il milk? mangi gli scones?

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  4. Da quando sono qua non ho ancora bevuto un cazzo di teddy, non ho ancora mangiato un cazzo di brownie e nemmeno un cazzo di pudding.
    Comunque credo che tu non abbia ben capito il funzionamento del fuso orario

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  5. il teddy ci sta di brutto invece, la sera se sei stanco ti devasta completamente e anche al pomeriggio fa bene. mi raccomando, senza latte però.

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  6. dovresti fare un esperimauro e vedere se riesci a sopravvivere nutrendoti di soli prodotti balconi per una settimana. boater

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