Le premesse non sono le migliori, visto che il diluvio che si abbatte su Rimini oltre a preoccupare l'incontrastato protagonista di questo diario spaventa pure la sua nonnina che pur di ottenere il buon esito di questo stramaledetto volo promette voti di castità al Signore.
Su facebook alcuni simpaticoni fanno il resto.
Comunque a parte qualche turbolenza iniziale e un atterraggio lontanissimo dalla delicatezza della Bootchie tutto è andato bene anche e soprattutto grazie alle chiacchiere del buon Bugli e della terrorista Achilli che sono seduti accanto a me.
Alla dogana la Roby viene fermata per le sue ignobili origini Titaniche: giustamente i sammarinesi non sono ben visti in UK.
Con la Stansted express arriviamo a casa di Andre: una casa carina e spaziosa con un geniale piano bar che tra le sue prelibatezze alcoliche annovera una bottiglia di Amaretto di Saronno (ne sarà fiero Delu).
Esco di casa da solo per raggiungere la Terrorista, la Tasia, la Cami (spalata la moquette che indossa) e il suo moroso per mangiarci quello che sarà il primo di una lunga serie di hamburger. Nel tragitto incontro per la prima volta in vita mia quegli ebrei coi cappelloni neri che si vedono nei film, una miriade di negri di pelle estremamente negra e una caterva di persone ubriache fradice, alcune delle quali vestite di tutto punto con giacche, cravatte e valigette professionali. Usciti dall'ufficio questi tizi si umiliano d'alcol.
Due ragazze di circa 25 anni litigano violentemente a una fermata del bus, proprio di fronte a un ristorante Nepalese & Thai che mi riporta a brutti trascorsi in terra neutrale, un'altra ragazza, a Liverpool Station, rovina a terra proprio mentre la Tasia vende a un indiano strafatto che urla Rosemary (voleva dire Rossoneri) 5 sigarette a 5 sterline.
Nel ritorno a casa mi imbatto nell'incredibile circo della metropolitana che credo sia il mezzo più democratico che esista visto che accomuna persone di tutte le classi sociali: di fronte a me sedevano una nera tutta in ghingheri, un uomo in giacca e cravatta e un operaio sbronzissimo.
Arrivato alla pensione Bugli mi son piazzato per terra col sacco a pelo senza, per stanchezza, gonfiare il materassino: ok, il letto duro fa bene alla schiena ma credo che oggi un paio di soffiatine gliele darò.
Poi, che dire? I bus a due piani esistono veramente mentre delle cabine telefoniche ancora nessuna traccia.
Non ho praticamente parlato inglese.
Parola del giorno: gloves - guanti.
Insomma, inizia l'avventura londinese.
Su facebook alcuni simpaticoni fanno il resto.
Comunque a parte qualche turbolenza iniziale e un atterraggio lontanissimo dalla delicatezza della Bootchie tutto è andato bene anche e soprattutto grazie alle chiacchiere del buon Bugli e della terrorista Achilli che sono seduti accanto a me.
Alla dogana la Roby viene fermata per le sue ignobili origini Titaniche: giustamente i sammarinesi non sono ben visti in UK.
Con la Stansted express arriviamo a casa di Andre: una casa carina e spaziosa con un geniale piano bar che tra le sue prelibatezze alcoliche annovera una bottiglia di Amaretto di Saronno (ne sarà fiero Delu).
Esco di casa da solo per raggiungere la Terrorista, la Tasia, la Cami (spalata la moquette che indossa) e il suo moroso per mangiarci quello che sarà il primo di una lunga serie di hamburger. Nel tragitto incontro per la prima volta in vita mia quegli ebrei coi cappelloni neri che si vedono nei film, una miriade di negri di pelle estremamente negra e una caterva di persone ubriache fradice, alcune delle quali vestite di tutto punto con giacche, cravatte e valigette professionali. Usciti dall'ufficio questi tizi si umiliano d'alcol.
Due ragazze di circa 25 anni litigano violentemente a una fermata del bus, proprio di fronte a un ristorante Nepalese & Thai che mi riporta a brutti trascorsi in terra neutrale, un'altra ragazza, a Liverpool Station, rovina a terra proprio mentre la Tasia vende a un indiano strafatto che urla Rosemary (voleva dire Rossoneri) 5 sigarette a 5 sterline.
Nel ritorno a casa mi imbatto nell'incredibile circo della metropolitana che credo sia il mezzo più democratico che esista visto che accomuna persone di tutte le classi sociali: di fronte a me sedevano una nera tutta in ghingheri, un uomo in giacca e cravatta e un operaio sbronzissimo.
Arrivato alla pensione Bugli mi son piazzato per terra col sacco a pelo senza, per stanchezza, gonfiare il materassino: ok, il letto duro fa bene alla schiena ma credo che oggi un paio di soffiatine gliele darò.
Poi, che dire? I bus a due piani esistono veramente mentre delle cabine telefoniche ancora nessuna traccia.
Non ho praticamente parlato inglese.
Parola del giorno: gloves - guanti.
Insomma, inizia l'avventura londinese.
Grande!! Non vedo l'ora di leggere il resoconto del tuo primo stupro (passivo, ovviamente).
RispondiEliminaHo già dato un occhio ai voli. Ci sono margini per chiudere l'operazione. Bisogna fare una di quelle cose riposanti che tanto mi piacciono...ti aggiorno! Ciao bestia
ale