Attorno a noi tutti tifano lo United che perde clamorosamente. L'unica gioia per questi inglesi è data dal "Why always me?", scritta che Balotelli esibisce dopo aver fatto il primo gol e che si riferisce alla sua ultima disavventura: la notte prima quest'idiota ha mandato in fiamme il bagno di casa sua giocando con dei fuochi d'artificio. L'esibizione di questa maglietta gli è costata un'ammonizione. IMPAGABILE.
Devastati dalle due birre, il pomeriggio lo passiamo riposandoci fino alla prima serata, quando raggiungo Jonny a Camden Town. Era una vita che non lo vedevo e scopro che dopo tre anni tra Ibiza, Barcellona e Londra inspiegabilmente parla... bergamasco!
Comunque mi porta in un locale molto figo, il "Fifty five", che ha una grande varietà di cocktails, tanto buoni quanto scarichi. Proseguiamo il giro di Camden town, poi facciamo una bella camminata tra Covent garden, Piccadilly circus e Soho, quartiere iperturistico popolato di gay (doblogoshto!).
Torniamo a Camden dove scopro che la underground ha spietatamente chiuso. Tra camminate enormi e assurdi giri col bus riesco in solamente un'ora e mezza ad arrivare a casa, stravolto e distrutto, disturbando il povero Andre che era già andato a letto e che mi avrà maledetto in tutte le lingue conosciute e non.
L'andata, invece, l'avevo fatta in metro. Sarà che vengo da Rimini e l'ho presa poche volte in vita mia ma questo treno sotterraneo continua a stupirmi. Ci puoi trovare persone di tutte le classi sociali, razze e nazionalità. C'è chi si perde nei pensieri con le cuffiette alle orecchie, chi legge, chi chiacchiera con l'amico, chi dorme e chi ha lo sguardo perso nel vuoto. In genere le persone sono molto apatiche, forse per stanchezza, forse per noia, forse per solitudine. Sono in pochi con uno sguardo sveglio e concentrato. Nessuno guarda gli altri, per paura o per semplice disinteresse, se non furtivamente e solo a belle e scosciate ragazze. La trovo una buona fotografia della società moderna.
Ma a stupirmi non sono soltanto le persone, è anche la folata di vento che mi sbatte contro ogni volta che il treno sta per arrivare o l'impressione che sia solo il vagone di fianco, e non il mio, a girarsi e sobbalzare. Le scale mobili sono prese d'assalto e nei corridoi sono sempre a disagio visto che io tendo naturalmente a tenere la destra mentre il flusso va sfortunatamente in direzione ostinata e contraria. Nelle fermate più importanti ci sono fastidiosissimi ed a volte bravissimi musicisti.
L'uscita dal vagone è sempre traumatica visto che a differenza mia la folla sembra sapere esattamente dove andare e lo fa con una camminata che rasenta la corsa. L'apatia del vagone è trasformata nella frenesia del corridoio.
Ma va bene così.
Parola del giorno: shattered - distrutto
Devastati dalle due birre, il pomeriggio lo passiamo riposandoci fino alla prima serata, quando raggiungo Jonny a Camden Town. Era una vita che non lo vedevo e scopro che dopo tre anni tra Ibiza, Barcellona e Londra inspiegabilmente parla... bergamasco!
Comunque mi porta in un locale molto figo, il "Fifty five", che ha una grande varietà di cocktails, tanto buoni quanto scarichi. Proseguiamo il giro di Camden town, poi facciamo una bella camminata tra Covent garden, Piccadilly circus e Soho, quartiere iperturistico popolato di gay (doblogoshto!).
Torniamo a Camden dove scopro che la underground ha spietatamente chiuso. Tra camminate enormi e assurdi giri col bus riesco in solamente un'ora e mezza ad arrivare a casa, stravolto e distrutto, disturbando il povero Andre che era già andato a letto e che mi avrà maledetto in tutte le lingue conosciute e non.
L'andata, invece, l'avevo fatta in metro. Sarà che vengo da Rimini e l'ho presa poche volte in vita mia ma questo treno sotterraneo continua a stupirmi. Ci puoi trovare persone di tutte le classi sociali, razze e nazionalità. C'è chi si perde nei pensieri con le cuffiette alle orecchie, chi legge, chi chiacchiera con l'amico, chi dorme e chi ha lo sguardo perso nel vuoto. In genere le persone sono molto apatiche, forse per stanchezza, forse per noia, forse per solitudine. Sono in pochi con uno sguardo sveglio e concentrato. Nessuno guarda gli altri, per paura o per semplice disinteresse, se non furtivamente e solo a belle e scosciate ragazze. La trovo una buona fotografia della società moderna.
Ma a stupirmi non sono soltanto le persone, è anche la folata di vento che mi sbatte contro ogni volta che il treno sta per arrivare o l'impressione che sia solo il vagone di fianco, e non il mio, a girarsi e sobbalzare. Le scale mobili sono prese d'assalto e nei corridoi sono sempre a disagio visto che io tendo naturalmente a tenere la destra mentre il flusso va sfortunatamente in direzione ostinata e contraria. Nelle fermate più importanti ci sono fastidiosissimi ed a volte bravissimi musicisti.
L'uscita dal vagone è sempre traumatica visto che a differenza mia la folla sembra sapere esattamente dove andare e lo fa con una camminata che rasenta la corsa. L'apatia del vagone è trasformata nella frenesia del corridoio.
Ma va bene così.
Parola del giorno: shattered - distrutto
Vai pivi! citi anche De Andrè! stai andando da dio e raccontando da dio!
RispondiEliminapazzini!