Dopo un pomeriggio speso a cercare invano un appartamento e una cena luculliana offertami dalle tre disperate (usando posate di legno rubate chissà dove) mi sono imbucato in un pub a Notting Hill proprio con loro tre e una francese, un marocchino e uno stranissimo giapponese di nome "Koskè" (subito ribattezzato "Pusghèt"). In questo pub quattro inglesi sbronzissimi hanno intrapreso una gara geniale: ognuno di essi si è comprato un pacco di patatine e una specie di Bacardi Breezer (ma alla vodka) e vinceva chi riusciva a bere la bottiglia, mangiare le patatine e ficcare il sacchetto di patatine nella bottiglia più velocemente. Il tizio che ha vinto (che non aveva un incisivo, nda) appena ha finito è corso di fuori a sboccare. GENIO.
Al ritorno a casa scendo alla fermata sbagliata, così sono costretto a scarpinare di brutto. Dopo pochi passi il random del mio Stevejobs4 mi ha proposto la prima traccia di "The dark side of the moon", album che in passato ho letteralmente divorato e che non ascoltavo da tantissimo tempo. Quindi decido di spararmelo tutto intero, da "Speak to me" a "Eclipse" senza soluzione di continuità. È stata una camminata unica, perché ero in questo sobborgo deserto con un album che parla proprio della desolazione inglese e dell'alienazione dell'uomo in generale. Mi sentivo veramente catapultato nella "quieta disperazione" floydiana. Sono arrivato a casa, mi sono seduto sui gradini esterni e ho ascoltato le ultime due tracce in una calma surreale: in quel momento ho, con un brivido e per la prima volta da quando son partito, realizzato dov'ero e che cosa facevo.
Parola del giorno: mall - centro commerciale
Al ritorno a casa scendo alla fermata sbagliata, così sono costretto a scarpinare di brutto. Dopo pochi passi il random del mio Stevejobs4 mi ha proposto la prima traccia di "The dark side of the moon", album che in passato ho letteralmente divorato e che non ascoltavo da tantissimo tempo. Quindi decido di spararmelo tutto intero, da "Speak to me" a "Eclipse" senza soluzione di continuità. È stata una camminata unica, perché ero in questo sobborgo deserto con un album che parla proprio della desolazione inglese e dell'alienazione dell'uomo in generale. Mi sentivo veramente catapultato nella "quieta disperazione" floydiana. Sono arrivato a casa, mi sono seduto sui gradini esterni e ho ascoltato le ultime due tracce in una calma surreale: in quel momento ho, con un brivido e per la prima volta da quando son partito, realizzato dov'ero e che cosa facevo.
Parola del giorno: mall - centro commerciale
Piva sei un alcolizzato, ora internazionale.
RispondiEliminaCredo che la cosa da ricordare in esperienze di questo tipo sia che ogni giorno che passe è più facile.
Ci mancherai nei prossimi stupid video.
Ps: scena nel bagno tagliata in montaggio, faceva cagare.
Sei letteralmente un pazzo, o un fottuto genio, o una combinazione di entrambi... in ogni caso, finchè resti là Rimini è un posto migliore :D
RispondiEliminaEnjoy London!!!
...vorrei tanto conoscere di persona "Pusghèt"
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